Blitz in barca per dire no allo smaltimento dei rifiuti tossici
Blitz ambientalista in barca all’inceneritore SG31 di Syndial (Eni), per dire: «No alla piattaforma di smaltimento dei rifiuti tossici da tutta Italia, a Marghera. Al contrario ci vogliono progetti, per ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’aria e salvare il clima del pianeta, come si chiede Copenaghen».
L’altro giorno alle 11, una settantina di ecologisti in tuta bianca con tanto di mascherina, sono partiti con le barche dalla punta di Fusina e navigando attraverso la laguna, si sono avvicinati prima alla centrale termoelettrica dell’Enel, poi all’inceneritore SG31 e sucessivamente e fianco del grande arco di fronte al Petrolchimico. Ognuna delle tre tappe è stata utilizzata, per attaccare dei vistosi striscioni.
Gli slogan sugli enormi cartelli: «L’SG31 non brucerà il nostro futuro», «Stop Climate Change – Save Venice» («Fermate il cambiamento del clima – Salvate Venezia») ma anche «Da Venezia a Copenaghen Climate Justice: Liberi tutti».
Così, gli esponenti appartenenti a diverse sigle (Assemblea permanente contro il rischio chimico, Assemblea permanente NoMose, Medicina Democratica, associazione Bortolozzo ma anche i centri sociali Rivolta e Morion) hanno anche coniugato la protesta contro i rifiuti nocivi a quella per i fermi di Tommaso e Rocco Cacciari e di altri otto No-Global italiani a Copenaghen. Quando verso la fine del blitz, poi uno degli ambientalisti ha dato la notizia della liberazione di Cacciari e compagni, la tensione si è sciolta in un caloroso applauso. L’intervento ambientalista, terminato alle 13, è stato portato a segno, senza disordini ed è avvenuto sotto l’occhio vigile della Polizia che con i motoscafi ha seguito da vicino le operazioni.
L’intervento in laguna rappresenta solo l’ultimo di una serie di iniziative messe in campo dagli ambientalisti, per protestare contro la piattaforma per lo stoccaggio e lo smaltimento dei rifiuti tossici. Infatti, nelle scorse settimane, a seguito di un’assemblea pubblica, coordinata dal consigliere regionale dei Verdi Gianfranco Bettin, gli ecologisti hanno fatto partire una petizione popolare che ha portato alla raccolta di ben 10.000 firme. I detrattori della piattaforma per i rifiuti tossici, tra l’altro, hanno anche inviato una serie di osservazioni alla commissione regionale di Valutazione di impatto ambientale che dovrà dare un parere tecnico sul progetto.
La piattaforma regionale di stoccaggio e smaltimento dovrebbe portare allo smaltimento di oltre 100.000 tonnellate annue di rifiuti tossici, provenienti da tutta Italia, in zona industriale. Il progetto almeno sulla carta dovrebbe interessare Sifa, Spm e Ste di Stefano Gavioli e prevede tra l’altro il potenziamento delle quantità di fanghi da smaltire nell’inceneritore SG31 di Syndial. Questo punto è contestato dagli ambientalisti non solo perché costringerebbe il nostro territorio a risolvere il problema dei rifiuti di altre parti d’Italia ma anche perché l’aumento dell’attività porterebbe enormi quantità di diossine nell’aria. Un problema che avrebbe un effetto negativo anche sui cambiamenti climatici e sul delicato assetto idrico di Venezia.
Dopo l’alzata di scudi degli ambientalisti però ci sono state anche le prese di posizioni contrarie alla piattaforma dei rifiuti tossici della Municipalità, del sindaco Massimo Cacciari e della sua giunta e della presidente della Provincia Francesca Zaccariotto e del suo esecutivo.
Redazione
16 dicembre 2009
