I lavoratori della Vinyls occupano la palazzina di Polimeri e si incatenano ai radiatori

vinylsContinua a salire la tensione dei lavoratori della chimica. Quindici lavoratori di Vinyls, l’altro giorno, hanno occupato la direzione delle due aziende di Eni, Polimeri Europa e Syndial, al Petrolchimico. Dalle 11 alle 15.30, sono rimasti incatenati ai radiatori dei corridoi del quarto piano, in un momento in cui la palazzina era semivuota a causa della contemporanea assemblea dei lavoratori che si teneva al capannone di via Padana. Dopo l’occupazione delle torri, un nuovo atto dimostrativo ha avuto come teatro il grande polo chimico.
Le forze dell’ordine sono intervenute, per tenere sotto controllo la sitauzione ma per fortuna non ci sono stati disordini.
Comunque, i due cancelli della portineria 4 sono stati chiusi e l’entrata dell’edificio è stato piantonato dagli agenti. Dopo una lunga contrattazione dei segretari dei chimici Riccardo Colletti (Filcem-Cgil), Massimo Meneghetti (Femca-Cisl e Maurizio Don), accorsi subito su luogo, con i direttori degli stabilimenti Eni e con le forze dell’ordine, è stata tolta l’occupazione, dopo l’arrivo della promessa del prefetto Michele Lepri Gallerano che, era a Roma, di anticipare il suo rientro in città, per ricevere i rappresentanti dei lavoratori. I sindacalisti speravano di ottenere anche la pressione di Eni, per un tavolo nazionale, prima di Natale ma su questo fronte non ci sono stati risultati.

La protesta contro Eni, a cui sindacato e lavoratori additano le colpe della crisi di Vinyls, doveva sfociare alla fine dell’assemblea con un corteo e un assalto partecipato alla palazzina di Polimeri. Evidentemente qualcosa non è andato per il verso giusto, perché alle 11 con la riunione era in corso, i sindacalisti sono stati avvertiti dell’occupazione era già avvenuta. Verso le 12, alla portineria 4 si è recata anche l’assessore comunale Laura Fincato.
La disperazione dei chimici, ieri, è emersa soprattutto durante l’assemblea. Non hanno parlato solo i sindacalisti ed i lavoratori di Vinyls ma anche gli operai di Solvay, Montefibre, Dow e degli appalti. Solidarietà è stata espressa dal sindaco di Mira Carpinetti, il sindaco di Martellago Brunello e il vicesindaco di Spinea Busatta. L’assessore provinciale Paolino D’Anna, invece, ha letto una lettera con cui la presidente della Provincia Zaccariotto chiede al ministro Scajola di «accelerare l’iter delle garanzie fideiussorie di Vinyls, per permettere il ravvio degli impianti, entro fine mese».

«A Roma – hanno tuonato i sindacalisti – ci avevano promesso che gli impianti del cvm-pvc sarebbero stati ravviati, il 15 dicembre, invece, ora ci dicono che le banche non concedono il prestito necessario per ripartire, senza una garanzia del governo. Ci vogliono mesi, per questa procedura ma noi tempo non ne abbiamo. Non riattivare ora gli impianti, significa danneggiarli per sempre. Chi è che ci racconta delle frottole? E’ colpa delle banche se non partono gli impianti? Del governo? O le condizioni di Vinyls sono davvero così gravi? Vogliamo risposte. Se non arriveranno le garanzie per le banche, dovrà essere Eni salvare il pvc-cvm».
«I commissari vanno avanti per la loro strada e non ci dicono le loro intenzioni..»
, ha aggiunto amaramente Colletti.

Redazione
17 dicembre 2009

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