Il sogno di Andrea alla Venice Marathon
Andrea Brutesco, 28enne del Quartiere Cita, pettorale numero 103, ha affrontato domenica la sua prima Venice Marathon. Nulla di strano, se non fosse che all’età di 4 anni ha subito la ricostruzione della valvola mitrale e così ha dovuto limitarsi nell’attività sportiva. Negli anni, anche se non senza problemi, Andrea non si è abbattuto, ma anzi anche attraverso la sua associazione “Un cuore per tutti”, vuole dare speranza alle persone in difficoltà, con particolare attenzione ai bambini.
Abbiamo scambiato due chiacchiere con lui dopo la maratona.
Com’è andata la gara?
“E’ stata veramente dura. Fino al 23esimo chilometro (Marghera, n.d.r.) ero abbastanza tranquillo e sereno, ma poi è cominciata la fatica e l’agonia, perché mi si è risvegliata un’infiammazione al ginocchio. A Mestre ero in difficoltà, perché mi son fermato ai rifornimenti per bere e alla ripartenza non mi si piegava più la gamba. Son dovuto andare pianissimo e prima di immettermi sul Ponte della Libertà pensavo di fermarmi.
Ho camminato per circa due chilometri ma quando ho visto Venezia da lontano non ho potuto resistere, non potevo fermarmi, e ho ripreso a correre, anche se un po’ più lentamente del mio ritmo normale. E’ bello perché tra gli ultimi ci si sprona a vicenda.
Prima di arrivare al traguardo lo speaker della maratona mi ha fatto qualche domanda, davanti a tutti i miei amici dell’associazione che mi hanno seguito in molti punti del percorso e così in 5 ore e 26 minuti ho realizzato il mio sogno.”
Quant’era l’emozione di correre la Venice Marathon e che gara ti aspettavi?
“L’ho sempre vissuta da spettatore e quindi per me aveva un significato speciale. Il mio obiettivo era finire la maratona, magari con il sorriso. Dal punto di vista sportivo pensavo di farla sotto le 4 ore ma durante la gara ho avuto dei problemi.”
Quando è nata l’idea di correre la Venice Marathon e dell’associazione?
“Erano un po’ di anni che correvo per passione e in quell’ora di solitudine, di silenzio e di fatica durante le mie corse al Parco di San Giuliano avevo il tempo per riflettere. Volevo fondare questa associazione, scendendo in campo di persona per portare il mio contributo. Così questa idea pian piano ha preso forma e dopo essermi laureato in Scienze Ambientali ho deciso di fondarla.
Desideravo mettermi in gioco, soprattutto dopo l’esperienza vissuta da piccolo in ospedale. Non ho brutti ricordi, se non quello di non aver potuto fare sport a livello agonistico. Quando ero bambino ed ero ad un passo dall’attività agonistica, mi son sempre dovuto fermare.
Così, grazie anche alla collaborazione degli organizzatori della Venice Marathon, è nato il progetto “Un cuore per correre”.”
Quali sono gli obiettivi della tua associazione?
“Il nostro obiettivo è aiutare i bambini attraverso lo sport e diffondere una cultura sportiva. Lo sport non inteso come competizione, ma come benessere. Non sport per battere un record o diventare un mito, ma per il piacere di farlo. In un periodo di agonismo spinto ed eccesso di popolarità è essenziale ritrovare questi valori.
Ogni anno abbiamo l’obiettivo di aiutare un ospedale o collaborare con enti che già esistono. Quest’anno i fondi che raccogliamo sono destinati al reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale di Padova, quindi per la lotta ai tumori e alle leucemie infantili. La prima cosa che decidiamo ogni anno è a chi destinare i fondi che raccogliamo.”
Come hai superato i momenti di difficoltà durante la tua preparazione?
“Ho avuto al mio fianco i miei amici e nel blog dell’associazione tutti hanno potuto seguire ogni mio singolo allenamento. Gli organizzatori della Venice Marathon mi hanno messo a disposizione Julia Jones (giornalista sportiva americana, n.d.r.) per curare il mio programma di allenamento. Ho cominciato da un ora di preparazione per finire sulle due ore ogni allenamento. Non è stato sempre facile trovare il tempo per allenarmi ma ho sempre avuto costanza e mi son sempre impegnato per raggiungere il mio obiettivo.”
Dopo l’esperienza alla Venice Marathon, quali saranno i progetti futuri?
“Vorremmo riuscire a coinvolgere qualche associazione sportiva della zona. Abbiamo anche contatti con la Provincia di Pordenone e magari potrebbe anche nascere un torneo extra-regionale. Il prossimo anno ci piacerebbe dedicarci al basket. Comunque potrete seguire i progetti sul nostro sito www.uncuorepertutti.org.”
- In lontananza sta arrivando Andrea
- La soddisfazione di Andrea a Marghera
- Andrea saluta i suoi amici dell’associazione, che l’hanno seguito durante il perocrso
- Informazioni sull’associazione “Un cuore per tutti”
- Informazioni sul progetto “Lo sport nel cuore”
Giovanni Cintolo
28 ottobre 2008
Tag
Andrea Brutesco, Cita, Intervista, Maratona, Venezia, Venice Marathon





